Musica
Quando ascoltiamo un ritmo, perché il nostro corpo comincia a muoversi quasi per incanto? Una prima considerazione riguarda il fatto che le orecchie, a differenza degli occhi, non possiedono un equivalente delle palpebre: non possiamo “chiuderle” spontaneamente, se non intervenendo con un gesto volontario. Questo ci pone in un dialogo vibrazionale continuo con l’ambiente, in una relazione di ascolto che non si interrompe mai del tutto.
Non ogni suono, tuttavia, suscita movimento. Se il ritmo è eccessivamente monotono e prevedibile, la risposta corporea tende a indebolirsi o a scomparire; allo stesso modo, quando è troppo caotico e privo di struttura, non offre appigli per un coinvolgimento armonico. La disponibilità al movimento emerge con maggiore intensità quando il ritmo diventa sincopato, quando introduce uno scarto rispetto a un equilibrio dato, quando l’imprevedibile incrina la simmetria del prevedibile. In quei momenti il sistema corpo-mente viene sorpreso: la sorpresa genera piacere, e il piacere libera un’energia rinnovata, capace di sostenere l’esplorazione dell’inatteso e di accompagnarci verso nuovi equilibri e nuove comprensioni.
La pratica del movimento consapevole si fonda idealmente su alcuni elementi essenziali: uno spazio curato, la disponibilità a entrare nella danza restando presenti a sé stessi e, per quanto possibile, la sospensione temporanea dell’attività mentale ordinaria. A ciò si aggiunge una musica i cui ritmi e le cui melodie dialoghino in modo armonico con le potenzialità del nostro strumento psico-corporeo, introducendo al contempo sorprese e piccole sfide capaci di stimolare un ascolto attivo, consapevole e creativo.
Nel corso degli anni ho collaborato con il ricercatore del suono Federico Milanesi alla creazione di brani musicali concepiti per sostenere una pratica di danza e movimento consapevole di altissimo livello. Il mio contributo si è limitato all’elaborazione del concept e del contesto entro cui la sua creazione musicale potesse svilupparsi. Solo in rare occasioni, dopo un primo ascolto, ho offerto alcune suggestioni aggiuntive per orientare il risultato verso l’intenzione iniziale. Federico ha operato in piena libertà espressiva: queste musiche sono dunque da attribuire integralmente al suo talento e alla sua competenza tecnica.
Di seguito presento una breve descrizione dei cicli creati fino a oggi.
Mystic Dance – La prima composizione del ciclo Mystic Dance è delicata e avvolgente. Con sonorità orientali, accompagna il risveglio interiore ed esteriore del danzatore. La seconda composizione, invece, è caratterizzata da ritmi potenti e ipnotici, con tamburi guerrieri e strumenti tradizionali occidentali, e crea un’esperienza molto intensa e dinamica. La terza composizione esplora una dimensione sciamanica, con influenze Sufi, celtiche e tantriche, e invita a una consapevolezza profonda attraverso cambi ritmici e momenti di apertura verso possibilità "altre". Infine, la quarta composizione conduce il movimento verso una dimensione più intima e rallentata, grazie al tocco sottile della voce di Viola Albertine e dell’arpa di Arianna Mornico, per poi concludere in un “non-tempo” di immobilità e osservazione interiore.
Wave Dance – La prima composizione del ciclo Wave Dance, con un crescendo delicato e coinvolgente, guida il corpo attraverso un movimento quasi istintivo, per poi concludersi con un'armonica discesa finale. La seconda composizione evoca mondi lontani e atmosfere fantascientifiche, passando da un avvolgimento lento a un’esplosione di suoni e ritmi sovrapposti, per poi dissolversi in un rilassamento vellutato. La terza composizione invita il danzatore a trovare il proprio ritmo all'interno di un movimento continuo e denso, in cui si alternano momenti di pieno e vuoto che richiedono energia e adattamento, come in una battaglia trasformata in danza. Infine, la quarta composizione, lenta e poetica, offre uno spazio di integrazione e armonia, lasciando la possibilità di scegliere tra la musica, la voce poetica o entrambe, per un’esperienza conclusiva di profonda integrazione.
Discovery Dance – La prima composizione invita a un viaggio emotivo, attraversando momenti epici e surreali, lasciando che le emozioni scorrano liberamente. La seconda composizione approfondisce un concetto astratto scelto dal praticante, fungendo da fulcro per un viaggio filosofico e infinito che penetra ed espande il concetto scelto. La terza composizione si concentra sul contatto e la comunicazione, invitando a uscire dalla propria sfera personale per co-creare e relazionarsi con gli altri, attraverso una musica che svela gradualmente la sua bellezza. La quarta composizione riassume e unisce i contenuti precedenti, trasformandoli in una meditazione dinamica che celebra l’unità e l’individualità interconnesse, culminando in una comunicazione universale e condivisa.
Silent Dance – Le quattro composizioni di questo ciclo finale esplorano il silenzio non come assenza di suono, ma come uno "spazio vibrazionale" che sostiene e accoglie il suono. Ispirato dall’idea di una pratica silenziosa, Federico Milanesi ha creato quattro suite che alternano elementi astratti e melodici, utilizzando patterns sonori e ritmiche stabili in grado di favorire un ascolto profondo e l’abbandono della mente ordinaria.















