La fisica quantistica come soglia: realtà, meraviglia, responsabilità
Questo intervento nasce da un percorso personale di ricerca, nel quale la fisica ha rappresentato non soltanto uno strumento di conoscenza, ma anche una fonte continua di meraviglia e di interrogazione sul significato del reale. Partendo dalla relatività e dalla natura personale del tempo, considero alcuni aspetti della meccanica quantistica – l’effetto tunnel, l’indeterminismo, la non-spazialità, l’entanglement – per mostrare come la realtà fisica possa essere pensata come una danza tra attualità e potenzialità, tra scoperta e creazione. Ognuno di questi aspetti si presenta come una soglia, nella quale le nostre intuizioni più radicate vengono interrogate dall’esperienza. In questa prospettiva, introduco l’interpretazione concettualistica della meccanica quantistica, secondo la quale le entità fisiche possono essere considerate portatrici di significato e i processi di misura assimilati a processi interrogativi e cognitivi. Ne emerge l’ipotesi di una dimensione pancognitiva del reale, che consente di distinguere la cognizione dalla coscienza e di rileggere, sotto questa luce, anche il funzionamento delle moderne intelligenze artificiali. Questa mia riflessione conduce infine dal problema della conoscenza a quello della responsabilità. La scienza ha reso accessibili poteri straordinari, dall’energia nucleare all’intelligenza semantica, senza che a tale crescita abbia sempre corrisposto un progresso etico. La meraviglia suscitata dalla profondità del reale non può quindi essere separata dalla responsabilità di custodire le fragili strutture di coerenza che si sono formate nel corso del tempo.
Il presente contributo [attualmente in preparazione] verrà presentato al convegno “L’umano e le sue soglie”, che si terrà i giorni 10 e 11 ottobre 2026 presso l’Aula Magna del Centro scolastico di Collina d’Oro, a Montagnola, Svizzera. Per maggiri informazioni: https://idialoghidimontagnola.ch.
