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Books


Universal Measurements - How to free three birds with one move

This is a book presenting to a wide audience of readers, ranging from fans of science to professional researchers, some of the authors’ recent discoveries in three distinct, but intimately related domains: probability theory (Bertrand’s paradox), observation in physics (the measurement problem) and the modeling of experiments in psychology (quantum cognition). In all three of these domains of investigation, and the associated problems, the authors explain how to advantageously use the key notion of universal measurement, which constitutes the fil rouge of the whole text.

With Diederik Aerts. World Scientific

Effetto Osservatore - Il mistero quantistico demistificato

Secondo l’interpretazione ortodossa della meccanica quantistica, nessun fenomeno sarebbe tale se non viene prima osservato. A questa paradossale conclusione, nota con il nome di effetto osservatore, o problema della misura, Albert Einstein ribatteva, a giusto titolo, che la luna continuava ad esistere indisturbata anche quando nessuno la guardava! Ma in che misura possiamo affermare che le nostre osservazioni sono in grado di creare la realtà? Ed è proprio vero che la meccanica quantistica sarebbe giunta alle stesse conclusioni di alcune filosofie mistico-religiose, che affermano che l’universo altro non sarebbe che un prodotto della coscienza?

Adea Edizioni - Video di presentazione

Observer Effect - The quantum mystery demystified

According to the orthodox interpretation of quantum mechanics, no phenomenon can be such if not first observed, and reality cannot exist in the absence of observation. To this paradoxical conclusion, known as the observer effect, or measurement problemAlbert Einstein retorted, quite rightly, that the moon continued to exist, undisturbed, even when nobody was watching it! But to what extent can we say that our observations can create our own reality? And is it really true that quantum mechanics would have reached the same conclusions as some mystical-religious philosophies, which claim that the universe is a product of the consciousness?


Kindle Edition - iBook Edition - Book-trailer - Book review

La visione rovesciata - Dialogo sulla malattia

Un mentore e il suo pupillo s’interrogano sul perché della malattia, evidenziando l’umana tendenza a considerarla un mero problema, di cui necessariamente dovremmo liberarci. Questo li porterà ad esaminare un possibile rovesciamento di visione, passando dal paradigma della malattia-problema, a quello più avanzato della malattia-soluzione. Ma se la malattia è una soluzione, perché combatterla? Con una soluzione non sarebbe meglio collaborare? La negazione sistematica e continuativa della soluzione-malattia, mediante l’uso di antisoluzioni, di cui i farmaci allopatici sarebbero un esempio emblematico, promuoverebbe infatti l’insorgere di soluzioni sempre più radicali, alimentando una vera e propria spirale viziosa, che termina con il collasso strutturale dell’organismo, conformemente al detto: soluzione del problema uguale eliminazione del problema! Cioè eliminazione del veicolo stesso di manifestazione del problema! D’altra parte, l’ipotesi rivoluzionaria della malattia-soluzione ci apre a una domanda fondamentale: “Qual è il vero problema che la malattia tenta di risolvere?” Nel corso del loro avvincente dialogo, mentore e pupillo individueranno una risposta semplice e profonda a questo cruciale interrogativo.

A mentor and his pupil wonder about the nature of disease, highlighting the human tendency to regard it as merely a problem of which we need to get rid of. This leads them to examine a possible reversal of the orthodox vision, suggesting to move from the paradigm of the disease-problem to the more advanced one of the disease-solution. But if disease is a solution, instead of a problem, what’s the implication of fighting it? With a solution, shouldn’t we collaborate? The systematic and continuative negation of the solution-disease – through the use of antisolutions, of which the allopathic drugs are an emblematic example – definitely promotes the emergence of solutions which are always more radical, feeding a vicious spiral that ends with the structural collapse of the organism (its biological death), according to the saying “solution of the problem = elimination of the problem”, that is, elimination of the vehicle of manifestation of the problem itself! On the other hand, the revolutionary hypothesis of the solution-disease opens to a fundamental question: "What is the real problem that disease solves?" During their whirlwind dialogue, mentor and pupil will identify a simple answer to this deep and crucial question. [This book only exists in Italian, for the time being].


Questo saggio è stato di recente ri-pubblicato sul Numero 13 (Anno 2017) della rivista AutoRicerca (accesso aperto)

Talking about reality

A mentor and his pupil question themselves about the nature of our relationship with reality, emphasizing the human tendency to negate what-is, thus creating the sense of impotence and the existential misery. This brings them to explore what seems to be the only method to follow to improve such a condition and make the sad evolutionary mechanism of suffering obsolete: a method of a critical nature, scientific, which is based on the powerful mechanism of the mirror reality; because when we look out we mostly see in, when we see reality, we are mostly seeing our theories of reality. It is then enough to turn our vision upside down to be able to identify the mistake, the false belief, and let it go, or simply correct it, opening up ourselves to the joy of paradise, which is not who knows where, but in our here-and-now, if we only surrender to the rhythm of life, to the beauty, to the love and peace which permeates everything. As everything would be reduced to this, to a simple choice, the choice of abandoning falsehood and returning home, into reality. A reality where every participatory consciousness has a special place, as an entity which is purely creative, complete, perfect.

This essay was recently re-published in
Issue 12 (Year 2016) of the journal AutoRicerca (open access)

Anche gli scienziati soffrono - Dialogo sulla realtà

Un mentore e il suo pupillo s’interrogano sulla natura del nostro rapporto con la realtà, evidenziando l’umana tendenza a negare ciò-che-è, e creare così il senso di impotenza e la miseria esistenziale. Questo li porta ad esaminare quello che sembra essere l’unico metodo da seguire per migliorare tale condizione, e rendere obsoleto il triste meccanismo evolutivo della sofferenza: un metodo di natura critica, scientifica, che si fonda sul potente meccanismo della realtà specchio; poiché quando guardiamo fuori vediamo primariamente dentro, quando osserviamo la realtà stiamo primariamente osservando le nostre teorie della realtà. È sufficiente allora rovesciare la nostra visione per poter identificare l’errore, la falsa credenza, e lasciarla poi andare, o semplicemente correggerla, aprendoci così alle gioie infinite del paradiso, che non è chissà dove, ma nel nostro qui-e-ora, se solo ci arrendiamo al ritmo della vita, alla bellezza, all’amore, alla pace, che permeano ogni cosa. Dacché tutto si ridurrebbe a questo, a una semplice scelta: la scelta di abbandonare la falsità e tornare a casa, nella realtà. Una realtà dove ogni coscienza partecipatrice ha un suo posto speciale, in qualità di entità puramente creatrice, completa, perfetta.

Questo saggio è stato di recente ri-pubblicato sul Numero 12 (Anno 2016) della rivista AutoRicerca (accesso aperto)

Lo Yoga Darshana di Patanjali

Lo Yoga Darshana di Patanjali è il testo fondamentale dello Yoga classico, redatto sotto forma di aforismi (sutra) da un illustre maestro del passato (Patanjali), di origine incerta, probabilmente vissuto tra l’800 e il 300 a.C. (sebbene secondo alcuni autori la sua origine rimonterebbe addirittura fino a 10’000 anni prima di Cristo). Il termine “Darshana” ha origine dalla radice sanscrita “darsh,” che significa “vedere,” da intendere qui nel senso di una visione che va oltre la percezione ordinaria (nell’ambito delle filosofie induiste, il termine indica anche un sistema filosofico, o paradigma teorico di riferimento). Nella presente versione, si è cercato di rendere le "formule" di Patanjali massimamente esplicite e auto-evidenti, tanto da non necessitare, idealmente, di ulteriori commenti di accompagnamento.

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Elementi di Sadhana dello Yoga

L’autore espone in modo chiaro ed accurato numerose tecniche di base dell’antica scienza dello Yoga. Più esattamente, vengono spiegati sei distinti Pranayama (tecniche respiratorie), tre Bandha (tecniche di contrazione muscolare), oltre sessanta Asana (tecniche posturali), due diverse sequenze di Surya Namaskara (saluto al sole) e l’esercizio dell’arco taoista. Vengono anche fornite le istruzioni di base per una corretta pratica di Dharana (concentrazione) e Dhyana (meditazione). Infine, l’autore illustra alcuni particolari procedimenti energetici (Kriya), tra cui una potente tecnica detta dell’oscillazione longitudinale volontaria delle energie (OLVE), che per la sua semplicità e immediatezza è da annoverarsi tra le metodologie energetiche più rilevanti oggi a disposizione delle coscienze in evoluzione.

The author presents in a clear and accurate way a number of basic techniques of the ancient science of yoga. More precisely, he explains six distinct Pranayama (breathing techniques), three Bandhas (muscle contraction techniques), over sixty asana (postural techniques), two different sequences of Surya Namaskara (sun salutation) and the exercise of the Taoist arc. He also provides the basic instructions for a proper practice of Dharana (concentration) and Dhyana (meditation). Finally, the author illustrates some special energetic processes (Kriya), including a powerful technique called voluntary energetic longitudinal oscillation (VELO), which because of its simplicity and immediacy is to be counted among the most important energetic methods today available to the evolving consciousness. [This manual only exists in Italian, for the time being].

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L'atomo che non c'è - Viaggio alla ricerca dei costituenti ultimi dell’universo

Da bambino mi recavo spesso in cucina da mia madre, mentre preparava il ragù alla bolognese. Quando la osservavo tagliare le carote, prima a fette, poi a filettini, e infine in piccolissimi dadini, ogni volta le chiedevo:

“Mamma, per quanto tempo ancora dovrai tritare le carote?”
“Non per molto”, rispondeva lei, “tra poco i dadini saranno così piccoli che non riuscirò più a tagliarli oltre!”
“Mamma, quanto sono piccoli i dadini che non puoi più tagliare oltre?”, chiedevo ancora curioso.
“Piccoli quanto basta per preparare un buon ragù, tesoro”, rispondeva lei con un sorriso.

Dalla sua risposta intuivo che nei dadini di carota si celava un grande mistero. Un mistero che potevo riassumere nel seguente quesito: Quanto finemente si può tritare una carota? Beninteso, il quesito non era da intendere in senso culinario. Avevo capito che per un bravo cuoco la taglia del più piccolo dadino di carota è esattamente quella che serve per preparare un buon ragù alla bolognese. Il quesito andava inteso in termini assoluti, ossia: È possibile tagliare all’infinito un pezzetto di carota, usando coltelli sempre più affilati? Oppure, come diceva mia madre, a un certo punto ci si accorge che non si può più andare oltre?

Un viaggio affascinante alla scoperta dei (presunti!) costituenti ultimi dell’universo, e dei misteriosi paradossi della teoria dei quanti. Un testo di alta divulgazione scientifica, decisamente provocatorio, che in venti capitoli ben ritmati (e una nota metodologica) si addentra, con un linguaggio il più possibile leggibile e leggero, nella descrizione della ricerca che ha portato nei secoli a identificare, e successivamente disidentificare, gli elementi alla base della nostra realtà fisica.

When I was young, I used to go in the kitchen, observing my mother preparing her famous Bolognese sauce. To do so, she had first to mince the vegetables, like celeries, onions and carrots, and I remember that once I asked her:

"Mom, for how long will you have to cut the carrots?".
"Not for long", she replied, "shortly the carrot's dices will become so small that I will not be able to cut them any further!".
"Mom, how small are the carrot's dices you cannot cut any further?", I asked with curiosity one more time.
"Small enough to prepare a perfect Bolognese sauce!", she said, with a radiant smile.

From her answer I immediately understood that in the carrot's dices a great mystery was hiding. A mystery that I could abridge in a simple question: How thinly can a carrot be minced? Of course, the question was not to be addressed in the gastronomic sense. I understood that for a good cook the smallest carrot's dice is exactly the one needed to prepare a wonderful Bolognese sauce. The question had to be addressed in the absolute sense: Is it possible to cut a carrot ad infinitum, using for instance sharper and sharper knives? Or, as my mother used to say, there is a moment we cannot proceed any further?

A fascinating journey to discover the (presumed!) ultimate constituents of the universe... and the mysterious paradoxes of quantum theory. [This book only exists in Italian, for the time being].

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Dialogue of two hearts

Six stories that open our minds and hearts, for adults of all ages. The Sea is a deep thought: a little boy with long golden hair asks the immense Sea to tell him the secret of Life. The Wolf and the Duck: an intense and uncommon dialogue between a strange wolf and a courageous duck. Rolfy and the big forest: an adorable little brown bear, lives the discovery of the patterns of life through the eyes of nature and its multiple aspects. The Frog Prince: The meeting of two souls that for love lose themselves in the darkness of the world, and again for love find their way back home. The corner of the eye: a girl, victim of deceit by a moneylender, and a noble knight, put under the judgment of an ancient law. Psychospores: aliens land on the Earth and promise solutions to all of humanity’s problems.

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Dialogo tra due cuori

Sei racconti che aprono la mente e il cuore, per adulti di ogni età. Il Mare è un profondo pensiero: un bambino dai lunghi capelli dorati chiede all’immenso Mare di raccontargli il segreto della vita. Il Lupo e la papera: un dialogo intenso e sorprendente tra uno strano lupo e una papera coraggiosa. Rolfy e la grande foresta: un piccolo adorabile orsetto bruno che vive la scoperta delle trame della vita attraverso gli occhi della natura e dei suoi molteplici aspetti. Il principe ranocchio: una favola ispirata alla nobile figura del Conte di St. Germain, scritta con lo scopo di aiutarci ad abbandonare i nostri attaccamenti. La coda dell’occhio: una fanciulla vittima dell’inganno di un usuraio e un nobile cavaliere sottoposto al giudizio di un’antica legge. Psicospore: gli alieni sbarcano sulla Terra e promettono la soluzione a tutti i problemi dell’umanità.

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Ricordi di Sé

Una raccolta di tredici testi di lunghezza, natura e stile piuttosto eterogenei. Un vero e proprio “pot-pourri”, in grado di esalare profumi dissimili, spesso discordi. Tutti e tredici gli scritti, nonostante le differenze, ruotano attorno al vasto tema della ricerca di sé e del Sé. Alcuni sono redatti sotto forma di dialogo, altri di lettera; alcuni sono frammenti di un vissuto interiore, altri schegge di conversazioni esteriori; altri ancora sono elementi di un romanzo mai scritto. Ognuno di essi può essere letto indipendentemente dai precedenti, o susseguenti; pertanto, il volume si presta a diversi percorsi di lettura; lasciatevi ispirare.

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Pesa di più: 1 kg di ferro o 1 kg di piume?

Quando ero ancora un bambino, all’ora della buona notte mio padre si divertiva a stuzzicarmi con degli indovinelli. Una volta mi chiese: “Pesa più 1 chilo di ferro o 1 chilo di piume?”. Mi ricordo che sicuro del fatto mio subito mi affrettai a rispondergli: “Sicuramente pesa più 1 chilo di ferro papà, perché le cose di metallo, come le corazze dei guerrieri medievali, sono molto pesanti, mentre le piume che ornano le ali degli uccelli sono molto leggere!”. Non vi dico la delusione quando mi sentii rispondere: “No tesoro, sbagliato: pesano uguale, perché 1 chilo è sempre 1 chilo!”. Forse a causa degli ingannelli serali di mio padre, da grande decisi di diventare un fisico, e a mia grande sorpresa scoprii che da bambino avevo ragione io. Infatti: sulla Terra, seppur di poco, 1 chilo di ferro pesa più di 1 chilo di piume! Non preoccupatevi, non mi ha preso fuoco la segatura che ho in testa! Spero però di avervi incuriosito e che ora vorrete venire a caccia con me di questo strano e pesante errore.

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What weighs more: 1 kg of iron or 1 kg of feathers?

Once, when I was still a child, my father asked me: “Which weighs more: 1 kilo of iron or 1 kilo of feathers?”. I remember that sure of myself I answered him quickly: "Surely 1 kilo of iron weighs more, dad, because metal things, like the armor of medieval knights, are very heavy, while the feathers that decorate birds’ wings are very light”. I can’t tell you how disappointed I was when I heard him say: “No my son, that’s wrong: they weigh the same, because 1 kilo is always 1 kilo!”. Maybe because of the evening trick questions from my dad, when I grew up I decided to become a physicist, and to my big surprise I discovered that I was right when I was a child. Indeed: On the Earth, even if only by a little, 1 kilo of iron weighs more than 1 kilo of feathers! Don’t worry, the sawdust that I have in my head has not caught on fire! But I hope that I have made you curious and that now you will want to come hunting with me for this strange and heavy mistake.

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Fragments of a rebirth - memories, visions and impressions in search of the inner being

In a house by the edge of a lake, there lived a man. A man who spent his days looking at the sky. A man whose soul was always that of a child. The roof of his house seemed to play with the roofs of his neighbors houses, like in a mysterious forest. He often thought of his true home, but didn’t know where to look for it. So he dreamed. He dreamed of the immense sky and the timid and majestic stars. At that time of dreaming, gently, he began to remember… when he was still a baby in the great mothers’ womb.

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